<3
Fuoco
Il nano sarà fortunato, perché potrà giocare col fuoco. Col fuoco si può giocare.
Il fuoco è bello, il fuoco ipnotizza. Ti ritroverai incantata a guardare il fuoco, accenderai il fuoco per qualcosa che va oltre il calore.
Io ho ricordi di fuoco e di odori, di casa di nonna, di noccioline e di gusci nel fuoco, di pigne e di mandarini. Sgranocchiare davanti al fuoco con un maglione caldo è bello. E di questa bellezza s’accorgerà anche il nano.
Il nano andrà via di casa, prima o poi. E si ricorderà del fuoco. Cercherà in qualche modo di finire in una casa con un camino, perché ne conoscerà la bellezza. E si scotterà col fuoco, perché il fuoco è da rispettare così, bruciandosi. Ti scotterai pure tu, in effetti. Ma lo amerai. Amerai l’inverno perché si può accendere il fuoco, amerai le castagne e la carne col sapore di legna bruciata.
Il fuoco è bello. Goditelo.
Il nano è già arrivato in quella fase della crescita in cui quando litighiamo se ne va sbattendo la porta.
Io sono ancora in quella fase della crescita in cui quando litighiamo me ne vado sbattendo la porta.
Prevedo sviluppi interessanti.
Ho preparato la cena, sogliola alla mugnaia e spinaci. Ho impiattato. Ho piazzato il nano a tavola. E’ arrivato il giardiniere (con quei 55 minuti di ritardo…).
Quando sono rientrata in casa il nano aveva finito la sua porzione di spinaci, la sua porzione di sogliola e la mia porzione di sogliola. E aveva recuperato dal frigo degli avanzi di pasta e li stava mettendo nel microonde. L’ho lasciato fare: ha scaldato la pasta, se l’è messa nel piatto e si è rimesso a tavola a mangiare.
Ok, è pronto per andarsene di casa.
Ho misurato il nano. 110 centimetri. E’ cresciuto di 6 cm in 3 mesi.
DUE centimetri al mese. Cresce più in fretta lui dei miei capelli.
(ma soprattutto: gli mancano solo 40 cm per raggiungermi)
Esco e vedo il nano che mi aspetta (dovrei smetterla di chiamarlo “nano” o “quello basso che vive con me”, non lo vedo da meno di una settimana ed è diventato altissimo)
A seguire una di quelle scene pucciosissime che si vedono solo negli aeroporti dei film, io che allargo le braccia, lui che mi corre incontro e mi salta in braccio “ciao spilungone!” e lui “ciao spilunghina!”.
Poi scende e mi dice “mangiamo?”. Ecco, anche lui ha questa dote particolare di rovinare sempre il romanticismo delle cose. Chissà da chi ha preso.
Comunque era per dire che sono arrivata a casa, sono viva e mio figlio è cresciuto di un sacco negli ultimi cinque giorni e dovrò rifargli il guardaroba.
Le mie vacanze fino a qui #3
Il nostro vicino di casa anche quest’anno è Kevin. Kevin è una cane da salvataggio. Kevin, quando tu carichi un tot di nani su un canotto e li porti al largo, lui arriva gli leghi la corda al salvagente e te li riporta fino all’asciutto (Kevin ha il salvagente). Kevin passa le mattinate seduto sulla riva a fare la guardia a un gruppo di sei nani. Kevin mi consente di leggere in spiaggia e di ustionarmi (un po’ di merito diamolo anche alla collettività di nani, in sei stanno attenti a non cacciarsi nei guai, rischiano di prenderle dai genitori di tutti e non solo dai propri). Kevin oggi è ripartito per tornare a casa e almeno 4 nani su sei sono molto dispiaciuti (gli altri due sono tornati a casa con lui). Al posto di Kevin è arrivato un altro bambino, i cui genitori selezionano per lui le amicizie che deve coltivare (a 5 anni??). Questo bambino a me fa una tristezza infinita, ha il vuoto attorno. Un po’ gli altri bambini nemmeno ci provano più a farsi esaminare dai suoi genitori, un po’ i genitori degli altri han deciso che i genitori di questo bambino stanno sul cazzo (e non hanno tutti i torti) e quindi non spingono i propri figli in quella direzione.
Il nano invece socializza. Tanto io sono timida tanto lui è socievole. Parla anche con i sassi. E con i bambini francesi, sbattendosene le palle se non si capiscono per nulla e ripetono frasi senza senso nelle rispettive lingue (io mi faccio grandi risate con le altrui madri, in francese, ue’, alleno anche la lingua, che voglio di più?)
Vicino a casa c’è un ristorante. Ci concediamo lussuosissime cene a due, molto molto romantiche. Del tipo zuppa di pesce e pizza wurstel e patatine. 100 punti al cameriere che chiede “la birra per chi?”, cioè, secondo te?
Vicino al ristorante ci sono un bar, dei giardinetti con un paio di giochi e una giostra.
Ecologica.
Ecologica nel senso che una tizia pedala pedala pedala e la giostra di cavallini fatti di copertoni gira gira gira. Ogni tanto la tizia sventola un cordino. Se il nano prende il cordino vince un lecca lecca. Se il nano non prende il cordino vince un lecca lecca. Il nano si è innamorato della giostra. Io pure. Ma anche del bar.

Amore e’: tornare dalla spiaggia salati e sudati, farsi la doccia in giardino e poi stare sulla sdraio con te in braccio ad aspettare che il sole ci asciughi mentre giochi con i miei capelli.