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Posted on Sep 1, 2014 at 2PM

Gairo (sempre della serie “perchè stare in mezzo alla gente se possiamo andare in paesi abbandonati?”)

Be’, che dire del paese? Si sa che è stato abbandonato definitivamente nel 1951 dopo che una serie di frane, smottamenti e alluvioni lo hanno reso poco sicuro. Dopo l’abbandono è stato ricostruito in tre sedi differenti, che ora sono tre differenti paesi abitati (uno dei tre famoso ai più per un grande amore della mia adolescenza :D).

Il paese vecchio è diroccato, ma è GRANDE. Un sacco di strade lastricate, stradine, case, e qualche orto ancora coltivato. Le foto al solito sono quello che sono, ma questa volta non è colpa del nano.

11 notes 2 weeks ago
Posted on Aug 10, 2014 at 9PM

Oggi avevamo caldo e forse eravamo anche un po’ già stufi di stare al mare (e ho finito i libri da leggere, problema da non sottovalutare considerando la libreria chiusa di domenica) e quindi siamo andati al fresco.

Qui dentro ci sono dieci gradi, e direi che come temperatura non è male, soprattutto dopo i millemila scalini IN SALITA per entrare (in verità solo centosettanta, più quelli in discesa all’interno della grotta). Al ritorno, per uscire, si fa la stessa strada a rovescio, e si sta come quando stai al quinto km di corsa in pieno inverno, cioè coi polmoni che fanno male per l’aria ghiacciata ma sudato come un porco sudato.

Nella grotta ci sono stalattiti, stalagmiti, rocce di diverso colore a seconda dei minerali che ci sono nell’acqua che le ha formate, corsi d’acqua limpidissimi ma non potabili e ovviamente scale. Ci sono sale e formazioni davvero interessanti, tra cui un gorilla, un orso e uno spiazzo di 70 x 30 x 35, la grotta è viva, continua a crescere di ben un cm cubo ogni centinaio di anni “quindi la prossima volta che torniamo ci sono delle rocce in più mamma?”.

Le foto sono poche e fan cagare, ma ho usato più fiato per riprendere il nano che avrebbe volentieri distrutti milioni di anni di lavoro roccioso, di quanto ne ho usato per la scarpinata.

4 notes 1 month ago
Posted on Jul 21, 2014 at 10PM permalink

Il culmine della felicità l’ho raggiunto ieri al concerto di Cristina d’Avena. Bello bello bello, bello da impazzire.
Scoprire di sapere tutte (la metà, quelle ha cantato) le sigle dei puffi mi ha fatto capire perché ho una memoria di merda, è che è tutta impegnata a ricordare cose futili.
Questa notte i gatti nuovi dormono in camera e io sto pensando a come cucinarli.

Posted on Nov 18, 2013 at 5PM permalink

Ho scoperto che non è che non piango più perchè sono diventata una stronza insensibile a tutto, ma semplicemente perchè ho dei problemi con la lacrimazione. Gli stessi problemi che ogni tanto fanno incrociare tra loro le righe dell’autostrada.
Quindi da oggi non sono più stronza e insensibile, ma non fidatevi di me se vi offro passaggi.

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Posted on Nov 5, 2013 at 10PM permalink

Questa roba che cosa è? Non è amicizia. Non è amore.
Io e te siamo legati. Siamo legati in maniera indissolubile.
Io non posso fare a meno di te, tu non puoi fare a meno di me.
Eppure quando siamo insieme ci sopportiamo a malapena, smettiamo di ascoltarci dopo due minuti, addirittura ci annoiamo e poi ci rinfacciamo di non essere in grado di tenerci compagnia.

Questo come si chiama?

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Posted on Nov 5, 2013 at 11AM permalink

(Source: ianverbeek)

54 notes • reblogged from limaotto 10 months ago
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Posted on Oct 31, 2013 at 12AM permalink

È che quando le cose vanno male, vanno male tutte insieme, non ne può mica andar male una per volta. Non sia mai. Che succede poi se si danno il cambio perfetto come in una staffetta e vanno avanti all’infinito? No, no, molto meglio quando vanno male tutte insieme ché almeno durano poco.
Ovviamente il pensiero è valido sempre tranne quando le cose stanno andando male. Quando stanno andando male, cioè adesso, c’hai solo i coglioni pieni e non vedi l’ora di uscirne e manco ti interessa in che modo.

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Posted on Oct 26, 2013 at 1PM

il villaggio della miniera abbandonata di Monte Narba.

Si ha l’impressione di osservare un formicaio abbandonato. I primi piani sono ormai coperti dalla valanga di detriti che col tempo sta inghiottendo il villaggio. Eppure qui un tempo era attiva una grossa miniera. Circa 900 operai lavoravano su chilometri di gallerie: quattordici diversi livelli che andavano fino a 500 metri di profondità.

Già conosciuto nel Settecento, a partire dalla metà dell’Ottocento quello di Monte Narba divenne uno dei principali giacimenti di piombo e argento d’Italia. Il villaggio venne costruito nel 1864, quando la miniera fu concessa alla Società Lanusei. Era una vera e propria piccola cittadina: c’era il telefono, l’energia elettrica, le case per gli impiegati e i dirigenti, un ospedale, la falegnameria e l’officina meccanica. Gli edifici hanno subito molto crolli e questo rende difficile l’esplorazione degli interni, soprattutto per quanto riguarda Villa Madama, il bellissimo palazzo alto tre piani del direttore.

Ma nell’edificio che ospitava l’ufficio amministrativo è ancora possibile ammirare le pareti e i soffitti affrescati, opera di un maggiore austriaco. Gli affreschi risalgono al 1916 quando, durante la prima guerra mondiale, qui venne ospitato un contingente di prigionieri austriaci. E il maggiore, per vincere la noia, diede libero sfogo alla sua arte abbellendo questi palazzi. Vederli oggi, a un secolo di distanza, è particolarmente impressionante, soprattutto per il contesto di totale abbandono e decadenza nel quale si trovano. Nonostante decenni di esposizione alle intemperie, conservano ancora colori vividi.

A fine Ottocento, a causa dell’impoverimento dei filoni e della concorrenza di altre miniere argentifere, la miniera entrò in crisi. Alcuni cantieri furono chiusi ma si continuò con la ricerca nella speranza di scoprire altri filoni. In seguito la miniera passerà di società in società, ma probabilmente la sua fine era già arrivata prima che il nuovo secolo avesse inizio. Nel 1935 venne revocata la concessione. Da lì, l’abbandono definitivo.
Nel villaggio si impiantò un’azienda agricola e forse l’ultima testimonianza di quel periodo è un trattore completamente arrugginito e in parte coperto dai detriti che si trova in quella che un tempo era l’officina della miniera.

Ci sono stata a fine agosto (e poi ho tenuto il post nelle bozze perchè ho la memoria di un cardellino), e in effetti la descrizione è corretta. Non è possibile esplorare la parte di miniera, le gallerie, ma molte costruzioni di quello che era il villaggio sono praticamente intatte. Vi è la casa degli operai (possibile arrivare al primo piano, ma non uscire sul ballatoio) con ancora le vasche della lavanderia e il forno per il pane (davvero perfettamente intatto!), e dove doveva esserci l’ufficio amministrativo, una volta evitate le mucche (hei, io son di città, non sono abituata a stare in una stanza con delle mucche!) si può esplorare la casa fino al secondo piano. Gli affreschi sono al primo piano, ogni stanza un motivo diverso, ogni stanza un camino (suggerisco di non attraversare le stanze in diagonale), il secondo piano invece è molto più spoglio (oltre ad essere praticamente a cielo aperto). Tutto questo fatto con un nano che da fuori (mica son scema che me lo porto in un edificio pericolante!) chiedeva ogni due secondi “sei viva mamma? sei caduta?”.

Però ora gli è rimasta la fissa delle case abbandonate.

20 notes 10 months ago
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Posted on Oct 25, 2013 at 11AM permalink

Sto vivendo in punta di piedi, mi muovo cautamente cercando di non dar fastidio al karma in attesa che le cose (e le persone) si muovano e prendano posizione. Sto qui e col mio passo felpato mi aggiro per la casa in attesa di.

Nel frattempo il mondo attorno continua a vivere, gioire, piangere, ridere e tutte quelle cose lì.

Sto cautamente bene nel mio vivere ovattato senza bisogno di nulla. Mi manca un abbraccio e un abbraccio arriva, in questo mondo basta desiderare le cose e le cose compaiono.
Ieri lo desideravo molto e ho passato una serata tra divano cibo spazzatura coccole massaggi risate e abbracci di quelli che scaldano non solo il cuore.

Oggi desidero che il cuore vada a posto, che la voglia di studiare torni e che il sonno passi.

Posted on Oct 1, 2013 at 12AM permalink

Per me è ufficialmente iniziato l’inverno.

È iniziato perché il nano ha la tosse e so che mi terrà compagnia tutte le notti almeno fino a maggio.
È iniziato perché la domenica si prepara rigorosamente la torta di mele.
È iniziato perché passo (dovrei passare) le mie serate libere in casa a studiare.
È iniziato perché invece di asciugare i capelli li intreccio e al mattino saluto le vertebre cervicali bestemmiando.
È iniziato perché ho un nuovo pigiama.coi gatti.

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