ACose negative di oggi:
- ho sonno
- sono parecchio indietro con lo studio
- odio la matematica
- ho dei lividi, dolorosi, che non so da dove arrivano
Cose positive di oggi:
- piove
- è saltato il mio appuntamento a milano (più tempo per studiare!)
- è saltata la festa dell’asilo
- ho iniziato la giornata canticchiando una canzone stupida quindi peggio di così non può certo andare
Sono indecisa su quale sia la tecnica di suicidio migliore. Leggi anche: tra 10 giorni ho un esame su ‘sta roba e la chiamo, appunto, “roba”.
Oggi dal fruttivendolo ho incontrato la zia Blandina, che manco è zia mia, ma comunque zia si fa chiamare. Ho riportato la notizia a cena a casa dei miei, con conseguente riassunto di tutti i parenti morti per motivi più o meno nobili (in quel ramo di famiglia direi decisamente poco nobili).
Poi, quasi a casa, ho trovato i miei gatti, i “fanciulli” (o Mimimmi come universalmente conosciuti) che cacciavano via il cane dei vicini. E in casa la sorpresa odierna, una taccola, ovviamente morta. Che schifo.
È venerdì 17, la mia macchina ha deciso di abbandonarmi, sono successe le peggio cose e ho un cadavere di cornacchia (credo, come si chiamano le taccole in italiano?) in mezzo al salotto.
Altro?
di jeans sneakers tette materassi troppo piccoli e piumoni troppo caldi…
Lo faccio sempre, lo faccio anche questa volta. Sono al mio tred… quattord… (boh, dopo il decimo si mette di contare) meetup. Oramai, soprattutto se rimango in zona, è più la gente che non è “tumbleri” ma è “amici”, gente che sento abitualmente (per quanto la mia incostanza consente) e non più gente che vedo ogni tanto e leggo spesso. Gente da cui dimentico calzini (UNO) coi gommini antiscivolo e i teschi, gente con cui ci scambiamo i contenuti degli armadi, gente che mi abbraccia e che si fa abbracciare, gente che è un po’ come stare in famiglia, ma nelle famiglie belle, quelle del mulino bianco.
Quindi: meetup che è stato un ritrovo tra amici, che è stato una scusa per ritrovarsi e stare insieme e un bellissimo compleanno, che è stato quintali di torta che hanno mandato a fare in culo la dieta per una sera, che è stato chiacchiere con gente nuova e gente che non avevo conosciuto abbastanza, che è stato rivedere persone inaspettatamente, che è stato tornare con la macchina carica di persone a casa di notte per proseguire il compleanno con un pigiama party, che è stato svegliarsi la mattina ad orari differenti e abbracciarsi in varie combinazioni e in vari letti, che è stato “così tante tette nude nel mio letto non le ho mai avute!”, che è stato pigrare sullo scalino fuori di casa, stiracchiandomi al sole con i gatti attorno mentre la colazione si preparava da sola dentro casa (grazie per la colazione!) che è stato rendersi conto che nel mio frigorifero c’è roba che ha compiuto il primo compleanno dalla data di scadenza, che è stato non studiare nonostante le migliori intenzioni (e deviare anche chi invece voleva davvero lavorare - scusami, lo so, sono una brutta persona, ma chiacchierare nel lettone è stato molto meglio!), che è stato abbracci e saluti in stazione, che è stato anche tornare a casa, sola, in silenzio e chiedermi: quand’è che lo si rifà?
Oggi è stato il compleanno della nonna-bis (bis per il nano, non per me), e siamo andati a trovarla. Io, il nano, i miei genitori (come quasi tutte le domeniche), l’altra sua figlia col marito e una zia, zia mia non zia sua, credo l’ultima sorella viva dei metà di mille che erano.
Oggi ho imparato il requiem aeternam e i nomi di una serie di santi che non mi erano poi così ben noti. Oggi ho rivissuto fatti della gioventù di mia nonna, quando ancora viveva nella casa giù in valle con le oche da pascolare, oggi ho pianto quando mi ha guardato più confusa del solito e non mi ha riconosciuto. Poi ho sorriso, quando ha visto il nano e lui sì, l’ha riconosciuto, quando ha visto sua sorella e pensava fossero di nuovo ragazze, quando le ho spiegato che giorno fosse e ha esclamato “è il mio giorno!”.
Io con questa nonna, l’unica nonna che ho, non ho mai avuto un buon rapporto. Quando tornavo a casa da scuola da bambina c’era lei pronta a sgridarmi, per qualsiasi cosa, per qualsiasi motivo, l’importante era poter essere dura con me, e all’altro lato del tavolo c’era mio nonno con gli occhi pieni di amore. Quando il nonno non c’era già da un po’, la nonna, in uno dei suoi momenti di lucidità mi aveva detto “sei sempre stata la sua preferita” e non riesco nemmeno a ricordare riferito a cosa, ma non ha importanza, probabilmente la nonna aveva ragione. Più di recente, quando ancora la nonna viveva in casa mi ha detto “guardati, sei una donna fatta, ti mantieni, hai un figlio e sei fuggita da un colletto bianco, il nonno sarebbe davvero fiero di te, ma non hai ancora imparato a sbucciare una mela”.
E’ vero nonna, non so sbucciare una mela. Mi hai insegnato tanto tu, mi ha insegnato tanto il nonno, voi due insieme mi avete insegnato l’amore, quello con la A maiuscola, mi avete insegnato la felicità, quella con la F maiuscola da raggiungere anche se faticosa, mi avete insegnato cos’è “casa”, ma da voi non ho mai voluto imparare a sbucciare una mela. Ci ha sempre pensato il nonno a sbucciarmi la mela alla fine del pasto e a tagliarmela a fette, e poi dopo, sei subentrata tu a volermi bene anche al posto suo che non c’era più e a tagliarmi la mela. E insomma, io non so tagliare una mela, ma ti voglio bene nonna <3
Io: e’ Spippi. Vedi perché la adoro?
I: …
Io: cioè: mi conosce. Siamo amiche da ventisett… ventott… circa 25 anni.
I: in pratica noi non eravamo ancora nati e loro erano già amiche.
Ho anche io qualcosa da dire sul meetup di Novara (credo) (meglio tardi che mai):
- Sono arrivata a casa viva e sana, so che ci sono tumbleri che si preoccupano per la mia salute, soprattutto mentale, e che temono di trovarmi pugnalata alle spalle da qualche tumblero semisconosciuto in giro per il mondo, ma no, dovete smetterla di preoccuparvi. Stordisco gli aggressori a suon di sillabe (se non mi addormento in auto).
- ho ancora un GLICINE, è esattamente lì dove l’avevo piantato, ma non sta fiorendo, magari è la volta buona che non resuscita.
- non ci ho mai messo così tanto a mangiare un cannolo. Per fortuna non c’era già più Carnaccia mentre mangiavo il gelato.
- IlPessimista, leggi i messaggi! (ma poi no, non dovevi tornare dentro a prendere i tovaglioli, avrei trovato sicuramente un surrogato in borsa).
- Non viaggio sempre con un pigiama in borsa. Mutande, spazzolino, dentifricio, un preservativo e un Kinder Cereali invece sì, li ho sempre con me.
- Grazie Istrice per l’uccello <3 (è volutamente ambigua).
- Grazie Mari perchè se non mi vieni a recuperare tu in stazione a Milano, mi sa che prima o poi mi ci accampo con qualche barbone e resto lì (ciao, mi chiamo Valentina e non sono dotata di senso dell’orientamento)
- Grazie Axeman perchè come pacco io gli inviti nessuno mai, e speriamo che almeno con gli autoinviti io faccia un’eccezione.
- Uno dei miei gatti (BananaPerchèBananaèUnaCosaBella) quando si trova in difficoltà con l’avversario si limita a rigirarsi e sedercisi sopra, mi sembrava giusto condividere questa delicata tecnica di attacco.




