Posted on Aug 14, 2012 at 11PM

Lollove ha la sua leggenda, che dice che le monache del convento, cacciate via dopo che una di loro fu accusata di farsela con un pastore, maledirono il paese: “Lollove as a esser chei s’abba è su mare: no as a crescher nen parescher mai”.

Siamo stati in questo paesino (in verità frazione di Nuoro, non paese a sè), costituito da poche case, perlopiù in pietra, rimasto com’erano gli antichi borghi rurali. Le poche case abitate hanno affianco ruderi abbandonati, non ci sono costruzioni nuove, non ci sono vere e proprie strade. La via principale era il letto di un ruscello, ora è una stradina di ciottolato. Ci sono una ventina di abitanti tra cui un prete gentilissimo, l’unico che abbiamo incontrato e che ci ha “raccontato” la sua chiesa, seicentesca, con delle statue di san biagio, santa maria maddalena e sant’eufemia, e con degli archi a sesto acuto in trachite rossa davvero carucci (si notano i miei studi architettonici, vero?). Non ci sono negozi, narrano di una locanda (ma sono informazioni del 2009 e io non l’ho trovata). Lollove è raggiungibile da due vie, entrambe segnalate su cartina. La prima indicata dalla SS 131 ed asfaltata, l’altra una lunga e tortuosa strada sterrata, che alla 131 passa sotto. Lollove è pieno di piante di fichi e di rovi di more (noi siamo entrati in un rudere e ne abbiamo mangiate un po’, dolcissime).

  1. alchemico said: Bellissimo.
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